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Dispense

Le Dispense Operative di Analytic Trading.

Qui si propone una serie di dispense fra le quali sono anche presenti edizioni espressamente concepite per questo sito, in vendita solo qui e riservate agli utenti di Analytic Trading, analoghe nella forma a quelle in vendita su Amazon.
Questa collana sarà orientata però a rispondere alle domande pratiche di base di chi si avvicina al trading, che rappresenta un pubblico ben più vasto di quello dei miei aficionados che conoscono bene la qualità delle pubblicazioni.
I lettori potranno anche proporre delle loro dispense, che, se meritevoli, verranno pubblicate (in maniera indifferenziata dalle nostre) e a nostro insindacabile giudizio.
Come per gli altri prodotti, anche le Dispense saranno in vendita sullo Shop di Analytic Trading, dove si potrà acquistare, anche con addebito PayPal, e ricevere immediatamente la dispensa in PDF, i fogli di lavoro Excel e i codici su files Word.

NOTA: Non è necessario possedere Kindle per leggere le dispense: basta scaricare l’applicazione gratuita per il vostro PC dall’angolo inferiore destro della schermata Amazon.
Inoltre, inviando una prova d’acquisto a: renato.dilorenzo1@gmail.com si può ottenere la dispensa anche in formato .pdf.

Elenco dispense disponibili su Amazon.
(il numero di stelle rappresenta il gradimento dei lettori)

Sommario per argomenti:
- Come Fare Trading
- Corinnah Kroft, il Trading dalle Lunghe Gambe
- Gli Atti dei Caimani della Finanza
- Le Obbligazioni
- Ricette dei Grandi Trader
- Fast Trading Series
- Day Trading Series
- Romanzi e Saggi


Come Fare Trading.
Inviando una prova d’acquisto a: renato.dilorenzo1@gmail.com si può ottenere la dispensa anche in formato .pdf.
E novità: diversi indicatori e trading system utilizzati nelle dispense vengono inviati – assieme agli script – anche sotto forma di file .itf che possono essere importati in ProRealTime e immediatamente utilizzati.

Il nuovo approccio statistico all'analisi fondamentale
Renato Di Lorenzo

Molti di voi, per fare trading sui mercati, usano solo le armi dell’analisi tecnica, ma in questo modo non sfruttano appieno tutto il potenziale di cui dispongono. Non c’è infatti nulla che sia controindicato a che noi si scelga di usare i nostri trading system su dei titoli eccellenti (e vedremo che cosa significa per noi eccellenti), nulla cioè che ci impedisca di lavorare asset che si segnalano anche sotto il profilo dell’analisi fondamentale . Semmai è vero il contrario: le indicazioni ad usare anche l’analisi fondamentale sono tutte favorevoli. Amgen (AMGN), sul Nasdaq, dal minimo del 10.8.2011 al 2.4.2013 è aumentata del 121.73% in 411 giorni di Borsa aperta.

Il Sistema Quit & Return
Renato Di Lorenzo, Emilio Cuomo
4.8 su 5 stelle

Il protocollo di trading Quit&Return si raccomanda per la semplicità applicativa, sia sul Forex che sui CFD che sulle normali azioni etc. La semplicità è sempre una qualità indispensabile ad ogni protocollo, perché spesso la complicazione in sé, nella vita reale piena di impegni, è già causa di perdite.
Tale protocollo – sebbene in forma ancor più semplificata - sono anni che viene usato da uno degli autori nella sua newsletter settimanale e sono anni che i risultati – verificati da generazioni di abbonati – sono molto soddisfacenti.

Forex e altri mercati - Gann e le stelle
Renato Di Lorenzo
3.0 su 5 stelle

Gann in molti ritengono sia stato il più grande investitore della storia. Nel settembre del 1909 permise ad un reporter di seguirlo mentre operava in Borsa. In quel mese il reporter attestò che delle 250 operazioni di borsa eseguite, il 92,3% risultarono vincenti. Molti dei metodi di Gann si basano sullo studio dei cicli astronomici.
Anche la serissima Radio24, de Il Sole 24 ORE, intervista una volta l’anno una astrologa per provare a predire la Borsa. Un divertimento, certo. In fondo, si dice, ci azzecca il 50% delle volte, come tirare una moneta… ma è più o meno il risultato ottenuto da grandi Banche ricolme di esperti. Noi però vogliamo fare di più: vogliamo capire. Galileo Galilei non si sarebbe accontentato di pensare soltanto che sia come tirare una moneta.

Come possedere il titolo che decuplica
Renato Di Lorenzo
3.0 su 5 stelle

Se un titolo che ho in portafoglio va male, devo aumentare la posizione per far media?
Oppure lo devo vendere?
O, come suggeriva Shabacker, devo aumentare la posizione dei titoli che guadagnano?
E di quelli che perdono, cosa ne faccio?
In questa dispensa (+ fogli di lavoro e script) si affronta questo problema, un dilemma che si è presentato a chiunque abbia messo insieme un portafoglio titoli e a cui il mercato abbia cominciato a dar torto, quanto meno su alcuni di essi.
Si fornisce il codice per individuare un portafoglio titoli in super-trend rialzista, cioè di candidati ad essere – per definizione - dei ten baggers, i titoli mito che decuplicano di prezzo, quelli che, avendone uno solo in portafoglio, vi fanno battere qualunque fondo comune di investimento.
Lo stesso codice, mutatis mutandis, individua un portafoglio short.

CaST: come scegliere l'asset da lavorare e il trading system con cui farlo
Renato Di Lorenzo
La ricerca contenuta in questa dispensa nasce da una serie di quesiti posti da un aficionado. Eccoli sintetizzati: "Il mio obiettivo sarebbe quello di lavorare sui future, ma mettendomi il problema di come operare mi sono sorti vari interrogativi a cui non sono riuscito a dare una risposta precisa e che riporto di seguito:
1. Criteri di inviduazione di TS: d'accordo che per giocare bene e avere un 'ottima squadra è essenziale avere una panchina lunga, ma come scegliere i giocatori?
2. Come soppesare fra di loro criteri di individuazione di un TS? performance, quantità di operazioni gestibili, stabilità dell'equity, ragionevole drawdown…
3. E' possibile avere un TS per tutti gli asset in portafoglio, o quantomeno un numero contenuto?
4. Bisogna arrendersi ad accettare i grossi drawdown di un buon TS o è meglio inserire e ottimizzare uno Stop Loss, e nell'ottimizzazione dello SL è preferibile il metodo illustrato nella dispensa lo “SL ottimo” o il metodo “Quit and return”? Meglio l'uno o l'altro?
5. Dopo aver scelto un TS e si decide di ottimizzarlo è bene sempre rassegnarsi ad avere una operatività ottimizzata sugli ultimi 12 mesi?"
6. La gran parte di queste domande è ragionevole ma non ha risposte in astratto: ad esempio non esiste una formula (in realtà ne esistono infinite) per soppesare i diversi fattori che caratterizzano un trading system al fine di scegliere il migliore. Possiamo infatti immaginare tante formule quanti sono i trader (perché ciascuno peserà di più un fattore rispetto ad altri, a seconda delle sua attitudini) e tutte hanno la stessa dignità. Detto questo, però, i dubbi sono ragionevoli e bisogna trovare il modo di dare delle risposte. Potremo farlo però non dando – appunto - risposte brutali, astratte, che non possono essere date, ma ingabbiando l’attività di trading in un protocollo. Noi ne abbiamo pensato uno ragionevole e lo abbiamo chiamato CaST.

Basso drawdown in fast trading con gli indicatori del tipo Dorsey
Renato Di Lorenzo

Una preoccupazione massima per chi opera con alte leve (Forex, CFD, Futures…) è il drawdown, ossia la massima perdita momentanea registrata da un trading system in backtesting. A causa di esso è possibile perdere tutto il capitale pur essendo il trading system eccellente.
I trading system del tipo Dorsey minimizzano questo pericolo. Nuovi Sviluppi sul Feedback Trading (Come fare trading) Renato Di Lorenzo (Autore) L’idea di fondo del Feedback Trading è che, dato un trading system - ad esempio l’incrocio di due SMA (simple moving average) - appare come un modello intelligente l’osservare la curva dell’equity (cioè i profitti e le perdite cumulate realizzate dal trading system) e non restare nel mercato nei momenti in cui tale curva è in discesa, ossia quando il trading system per qualche motivo non sta dando buoni risultati. Ovviamente sembra più semplice di quel che è, ma… si può fare.

Il Money Management secondo Larry Williams e oltre
Renato Di Lorenzo

Il money management (MM) riguarda la risposta alla domanda:
quanto devo investire in questo trade? Mille euro? Diecimila?
O meglio: il 5% della mia liquidità disponibile? O il 75%?
Secondo Larry Williams la risposta corretta a questa domanda è la chiave di volta del trading. Riferisce infatti che è solo grazie ad un corretto MM che ha tramutato dapprima USD 2.000 in USD 40.000, poi USD 10.000 in USD 110.000, o ancora USD 10.000 in USD 1.000.000… e afferma che se uno non usa un corretto sistema di MM farà qualche profitto qui, subirà qualche perdita là… però non sarà mai in grado di guadagnare il big money, le grandi somme di denaro che cambiano davvero la vita.

Hindenburg Omen e altri indicatori di ensemble
Renato Di Lorenzo
Gli indicatori di ensemble traggono auspici sulla direzione del mercato (ad esempio di un ensemble di titoli come un indice di Borsa) a partire dalle differenze di comportamento dei diversi asset che costituiscono l’ensemble stesso.
Il più famoso di questi indicatori (ma non l'unico trattato in questa dispensa) è il Presagio di Hindemburg (Hindenburg Omen), che in passato ha predetto correttamente molti market crash.
La probabilità di un movimento al ribasso maggiore del 5% dopo un Hindenburg Omen è del 77%. La probabilità di un panic selling (ribasso da 5% al 15%) è del 41% e la probabilità di un market crash (ribasso dal 15% al 20%) è del 24%.
Sarà bene prenderlo sul serio.

Corinnah Kroft, il Trading dalle lunghe gambe.
E come al solito, inviando una prova d’acquisto a: renato.dilorenzo1@gmail.com si può ottenere la dispensa anche in formato .pdf.

Lo stocastico filtrato di Corinnah
Renato Di Lorenzo
4.0 su 5 stelle

Si illustra in questa dispensa lo Stocastico Filtrato di Corinnah, che sul future sul petrolio, in backtest dal 14 aprile 2012 al 14 aprile 2013, ha avuto un rendimento del 190%.
C’è chi in Borsa ci va per guadagnare il milione di euro.
C’è viceversa pure chi è semplicemente stufo di lavorare senza soddisfazione e vorrebbe essere libero. Costui ambirebbe anche solo a guadagnare costantemente ogni mese uno stipendio - se possibile qualcosa di più - lavorando a casa propria dal proprio PC.
Questa lunga intervista a Corinnah Kroft è per tutti costoro.
Ma chi è Corinnah Kroft?
Difficile dirlo.
Una leggenda metropolitana, ormai; certamente.
Corinnah è la coscienza inquieta dei mercati finanziari, che tutto scruta e pensa, alla ricerca del metodo dei metodi, quello infallibile e intelligente.
Fatevi dunque guidare da Corinnah.
Siate partecipi con lei dell’avventura, spesso molto sensuale.
Si dice che il richiamo sovente non risuona più volte nel corso di un’esistenza.
Che è un modo di dire che di grandi mercati toro, nella vita, uno ne vede mica tanti… e che quindi bisogna essere sempre pronti a montare sul treno quando si degna di passarci davanti.

Le Onde di Elliott spiegate e l'indicatore Extremes Count
Renato Di Lorenzo
2.0 su 5 stelle

Elliott riteneva che il movimento del mercato azionario possa essere previsto osservando e individuando un modello ripetitivo di cinque onde successive (impulsi) seguite da tre nuove onde (correzioni) in direzione opposta. In questa seconda edizione di questo libro, la teoria di Elliott – di per sé difficile da applicare - è spiegata con più dettagli e più chiarezza che nella prima edizione.
Corinnah Kroft poi ha studiato a fondo l’algoritmo di Elliott per vedere se fosse in qualche modo automatizzabile, ma con risultati molto deludenti: un PC è troppo stupido per contare bene. Ci sono anche alcuni software commerciali in giro che dichiarano di saper contare, ma ciò che ha visto Corinnah non è per nulla confortante.
Analizzando bene il problema, però, Corinnah è giunta alla conclusione che ciò che conta davvero è stabilire in tempo reale quando un massimo è un massimo e quando un minimo è un minimo, perché a quel punto il conteggio diventa un fatto meccanico. Non solo, ma anche per chi (con o senza Elliott) usa l’analisi tecnica by visual inspection - cioè a occhio nudo -, sapere se quello che si sta formando è un estremo vero (cioè un massimo vero o un minimo vero) è un problema da risolvere tutt'altro che banale e, tutto sommato, si tratta quasi de IL problema di tutta l’analisi tecnica.
Per sapere se quello che si sta formando è un estremo vero, Corinnah ha dovuto usare un filtro che abolisca il rumore casuale sovrapposto al segnale ma anche che riesca nel compito fondamentale di non essere in ritardo sul segnale stesso, dopodiché Corinnah ha dovuto normalizzare tre volte i segnali, e il risultato è che tipicamente su 10 segnali, solo 2 non corrispondono a un estremo vero, quindi la probabilità di far bene è di circa l’80%, il che, per chi non lo sapesse, sui mercati finanziari è un risultato eccellente.
Se poi è vero che gli estremi (massimi e minimi) si vedono anche senza l’indicatore, questo tuttavia è vero a posteriori: mentre il grafico si sta facendo, e compare qualcosa che assomiglia a un estremo, chiunque abbia provato a fare trading sa che il dubbio se quello che sta apparendo sia un estremo vero oppure no è fortissimo ed è facile che tale dubbio faccia commettere degli errori. Gli indicatori che ha progettato Corinnah danno invece segnali affidabili.



Gli stop loss ottimi - soluzioni dell'aspetto forse più critico del trading
Renato Di Lorenzo
4.5 su 5 stelle

In questa dispensa è illustrata una serie di algoritmi progettati da Corinnah Kroft per risolvere il problema critico del dimensionamento dello stop loss.
In questa seconda edizione, rivista e ampliata, Corinnah ci suggerisce nuovi approcci – anche tenendo conto della presenza di long range memory nelle serie finanziarie - a quello che, come detto, spesso per alcuni costituisce il problema dei problemi: il dimensionamento dello stop loss, che se è troppo stretto ci fa inevitabilmente finire stoppati fuori quasi subito e che se è troppo largo non ci protegge per nulla. In una lunga serie di interviste con gli utenti, questo viene spesso indicato come l’issue critico, quello che decide del successo o dell’insuccesso. Contiene anche due nuovi racconti di Corinnah.

Le gabbie adattative (+3322%)
Renato Di Lorenzo
3.0 su 5 stelle

La dispensa è divisa in tre parti:
1. La versione originale in cui si racconta l’avventura di Corinnah alla scoperta di uno strano mistero - forse delittuoso - che accade alla New York University. Nel corso della vicenda, Corinnah vive un’avventura con Gideon (Gid per gli amici) a cui, fra una effusione e l’altra, fra un trade e l’altro e fra un pericolo e un altro, spiega la tecnica di trading delle mitiche Turtles. Una ragazza enigmatica si insinuerà nella coppia e diventerà un motivo di forte attrazione per Corinnah.
2. Una versione puramente tecnica: l’estratto cioè delle sole parti tecniche dalla prima parte, in modo che chi non ha interesse a seguire le peregrinazioni giallo/sensuali di Corinnah può restringere la lettura alle sole parti, appunto, tecniche.
3. Gli sviluppi tecnici nuovi, inclusi per la prima volta in questa seconda edizione della dispensa. Si scoprirà così il perché Corinnah abbia chiamato il nuovo sistema: Gabbie adattative. Con questo sistema, quando la volatilità è bassa – tipicamente nei movimenti laterali - lo stop loss e il take profit si avvicinano al prezzo medio di carico rendendo (giustamente) più probabile l’uscita dalla posizione stessa, mentre quando la volatilità è alta – tipicamente quando è in atto un trend – lo stop loss e il take profit si allontanano dal prezzo medio di carico, rendendo più difficile l’uscita dalla posizione, e quindi favorendo lo sfruttamento il più a lungo possibile del trend in atto.

Hurst: prelevare dal conto ogni mese ciò che ci serve
Renato Di Lorenzo
3.7 su 5 stelle

Al trader si offrono continuamente strumenti ad altissimo leverage, ma quello che non ti viene detto è che con una leva così alta perderai il 100% del tuo investimento con il 99,99% di probabilità. Te lo spiega Corinnah Kroft in questa dispensa. Esiste una leva massima che puoi permetterti, in base all'asset che vuoi lavorare e alla performance del tuo trading system - o alla tua performance storica – e in questo volumetto Corinnah ti insegna a calcolarla. Se non conosci il suo ammontare caso per caso, come ci spiega Corinnah, ogni volta che ti accingi a fare un trade significa la bancarotta con quasi certezza. Questo è il motivo principale del fatto che più del 95% dei partecipanti al Forex perde soldi (e non solo sul Forex).
I fenomeni naturali e sociali, dice Corinnah, hanno long range memory, ossia subiscono oscillazioni che sono superiori a quelle che ci si aspetterebbe da fenomeni completamente causali. Grazie alla formula di Hurst, noi siamo però in grado di stimare il valore massimo di queste oscillazioni.
Se la serie che analizziamo è quella dei profits-per-trade forniti da un trading system, o anche dalla nostra performance storica, la formula di Hurst ci consente di stimare:
• l’ammontare di denaro di cui dobbiamo disporre per poter prelevare dalla nostra attività l’ammontare fisso mensile che ci serva
• la massima leva che possiamo utilizzare per non rischiare la bancarotta.
Quindi questo e-book non riporta un nuovo trading system progettato da Corinnah, come accade per altre dispense di questa serie. Ma una volta che si è scelto un trading system rimane sempre il problema di come usarne i segnali, e questa è la parte che molto spesso fa la differenza. Se avete anche solo un minimo di esperienza di trading sapete di cosa si sta parlando. Non cadete quindi nella trappola ingenua dei newcomers, che cercano LA formula vincente. La formula vincente va cercata e ce n’è più d’una, ma non basta. E’ poi il resto che fa la differenza.

Sharpe & C., il trading system massimamente stabile
Renato Di Lorenzo (Autore)
3.3 su 5 stelle

La stabilità dei profitti è una delle caratteristiche che vanno massimamente ricercate in un trading system, perché quando lo si usa in tempo reale si è sotto stress, ed è facile abbandonarlo troppo presto - anche se in sé darebbe risultati positivi - semplicemente perché ci sembra che in quel momento non stia rispondendo bene.
Il sistema Sharpe & C., come concepito da Corinah Kroft, mostra questa caratteristica di stabilità in maniera eccellente - decisamente superiore a tutti gli altri trading system che l’autore ha proposto e sperimentato in passato - pur con sacrificio pressoché nullo – nella maggior parte dei casi – della profittabilità. Un trading system eccezionale, ulteriormente migliorato da Corinnah in questa nuova edizione della dispensa.

Il metodo Wickoff per evitare i nefasti movimenti laterali
Renato Di Lorenzo
5.0 su 5 stelle

I movimenti laterali sono una delle peggiori trappole che attendono chi usa l’analisi tecnica per tentare di far soldi sui mercati finanziari. Si dice che i trend continuano finché non finiscono, che è un modo spiritoso per dire che i trend persistono: una volta iniziato un trend, ad esempio al rialzo, non si sa finché continuerà, ma sappiamo anche che è molto difficile che finisca immediatamente, e inoltre noi abbiamo gli strumenti (a partire da un banale incrocio di medie mobili) per capire quando è probabile che esso sia finito per dar luogo a un trend in direzione contraria. Una gran parte delle perdite sui mercati finanziari deriva dall'incapacità di leggere i trend. Tutto bene, se non fosse che a volte nel passaggio da un trend a quello opposto si inserisce un movimento laterale, durante il quale qualunque posizione (al rialzo o al ribasso) risulta sbagliata proprio perché il mercato non ha un direzione definita. D’altra parte non è semplice prevedere se alla fine di un trend ne inizierà un altro oppure se ci troveremo tra i piedi un movimento laterale. Diciamo che è impossibile. L’unica via di salvezza è quella di saper operare all'interno del movimento laterale. Come? Ce lo spiegano Richard Demille Wyckoff e soprattutto le modifiche che ha apportato la nostra Corinnah Kroft al suo celebre assioma, modifiche con le quali è stato raggiunto anche il duplice obiettivo di ottenere redimenti netti a due cifre sulle commodities pur con un caratteristica che per le commodities è essenziale: un drawdown davvero molto basso.

Il Trading Veloce con il Filtro di Meyer-Butterworth
Renato Di Lorenzo
4.5 su 5 stelle

Il filtro di Meyer è ottimo: si dimostra infatti che nessun filtro può - in un certo senso - essere migliore. Il filtro di Butterworth è dal canto suo il filtro massimamente piatto, ossia quello che – in un senso diverso – ha il filtraggio migliore a tutte le frequenze. Corinnah Kroft ha pensato di unirli per avere un filtraggio super-ottimo - per così dire – e si è accorta che il risultato è massimamente utile per il trading veloce, notoriamente una brutta bestia da realizzarsi con profitto (più del 95% di coloro che lo praticano, specie sul Forex, perdono soldi).

Gli Atti dei Caimani della Finanza.
I Caimani della Finanza sono un gruppo di trader e di investitori privati – sia newcomers che vecchie volpi – che si riuniscono una volta al mese, al sabato, nei pressi di Milano.
Ci scrive un “vecchio” Caimano: “Jazz Pharma è un 2,5-bagger dal 30-Luglio-2013. Fu nel portafoglio “Pensione” di allora quando ero ancora un giovane Caimano: +148%”.
È così: normalmente i soli suggerimenti sui titoli forniti in riunione (per non parlare dei metodi insegnati) possono coprire anche 8 o 10 volte o più il costo sostenuto per partecipare.
Questa serie di dispense ripercorre i risultati maggiori ottenuti in riunione a partire dal gennaio 2009 (la documentazione delle riunioni precedenti è purtroppo andata perduta).
E come al solito, inviando una prova d’acquisto a: renato.dilorenzo1@gmail.com si può ottenere la dispensa anche in formato .pdf.

Gli Atti dei Caimani della Finanza - Volume 01 - ll MACD di Olmo Cavafossi - Riunione del 2009-01-09
Renato Di Lorenzo
In questa dispensa:
 • Il MACD è largamente usato ma ha il difetto di non mostrare zone di ipercomprato e ipervenduto.
 • Quindi l’utilizzo del MACD tradizionale è sempre soggetto a larghi margini di incertezza.
 • Il nostro amico Olmo Cavafossi, invece, ne ha elaborato una versione che vale +1 quando la posizione consigliata è long e vale -1 quando la pozione consigliata è short.
 • Non solo: il MACD di Olmo è uno dei pochissimi oscillatori capaci di consigliare quando sia il momento di astenersi e stare a bordo campo.
 • Il MACD di Olmo è capace anche di un efficace money management.
 • Gli screeners long e short basati sul MACD di Olmo sono particolarmente efficaci nell’individuare inizi violenti (quindi in genere credibili) di trend, sia al rialzo sia al ribasso.
 • Infine, il più semplice dei trading system che si possono costruire usando il MACD di Olmo ha dato un ritorno annuo netto su EUR/AUD in backtest dal 5 maggio 2014 al 5 maggio 2015, con un margine dell’1%, del 1610%.

Gli Atti dei Caimani della Finanza - Volume 02 - Stop loss e dimensione del lotto pratici - Riunione del 2009-09-24
Renato Di Lorenzo
In questa dispensa viene trattata la materia sempre molto dibattuta del dimensionamento pratico degli stop loss e del numero di contratti-per-titolo da inserire in portafoglio, nonché la teoria classica della costruzione di un portafoglio titoli che risponda a un criterio di ottimalità.

Le Obbligazioni.
E come al solito, inviando una prova d’acquisto a: renato.dilorenzo1@gmail.com si può ottenere la dispensa anche in formato .pdf.

Le obbligazioni: Uno strumento sorprendente
(Come fare trading)
Renato Di Lorenzo (Autore)
5.0 su 5 stelle

Le obbligazioni, considerate da sempre come un asset da tenere in cassetta fino a scadenza, sono invece anche uno splendido, insospettabile strumento di trading.
Vengono qui spiegate a Corinnah Kroft, venticinquenne giornalista americana del Journal, da uno strano personaggio che abita nei vicoli della vecchia Genova, un posto davvero inatteso per affrontare uno dei capitoli del trading, come detto, meno frequentati, forse più attraenti e più articolati tecnicamente.
E non manca nemmeno una introduzione allo scalping con il news trading.
Una sorpresa dietro l’altra…

Le obbligazioni: Uno strumento sorprendente - Volume 2
(Come Fare Trading)
Renato Di Lorenzo (Autore)

Le obbligazioni, considerate da sempre come un asset da tenere in cassetta fino a scadenza, sono invece anche uno splendido, insospettabile strumento di trading.
Nel primo volume di questa collana abbiamo spiegato tali aspetti, legati per lo più all’analisi tecnica.
Ma le obbligazioni, contrariamente alle azioni, al Forex etc., consentono di fare i conti.
Il loro prezzo non è affidato alle vagaries dei mercati, ma risponde a formule matematiche – che qui però sono rese di immediata applicazione mediante semplici fogli di lavoro.
Una sorpresa dietro l’altra…

Ricette di Grandi Trader.
E come al solito, inviando una prova d’acquisto a: renato.dilorenzo1@gmail.com si può ottenere la dispensa anche in formato .pdf.

Joseph Fahmi
Renato Di Lorenzo

Lo scopo di questa nuova collana di dispense operative è di rendere disponibili a chiunque le ricette di grandi traders, coloro che hanno mostrato coi fatti di saperci fare.
Si pensa spesso erroneamente che costoro tengano segreti i loro… segreti, ma non è così. Spesso al contrario essi rendono disponibili pubblicamente i loro protocolli, perché non è vero che rendendoli pubblici essi perdano di efficacia: semmai è vero il contrario, perché un segnale seguito da molti fa sì che il mercato realizzi proprio quel segnale e non altri. Su un segnale long, se molti comprano il titolo sale. Joseph Fahmy, protagonista di questa prima uscita, è l'amministratore delegato di Zor Capital, LLC, una società di gestione degli investimenti con base a New York, cui negli ultimi tempi viene dedicata molta attenzione da parte degli osservatori grazie alle sue eccellenti performance.

David Tepper
Renato Di Lorenzo

David Tepper, sposato, nato l’11 settembre di 1957 a Stenton Heights, NJ, è oggi considerato uno dei maggiori gestori di hedge funds. Nel 2012, mentre la maggioranza degli hedge funds sotto-performava il mercato azionario USA, Davide Tepper se ne faceva beffe, per così dire. Il suo fondo ammiraglio concluse infatti l’anno con un ritorno netto del 30% circa. La sua Appaloosa Management (raccolta: $15 miliardi) dalla sua fondazione nel 1993 ha generato ritorni annui di circa il 30% netto, e alla fine del 2012 ha anche restituito un po’ di liquidità ai partecipanti – una sorta di dividendo. E’ considerato il mago della scelta di imprese che pochi altri vorrebbero.

Mark Ritchie
Renato Di Lorenzo

Mark Andrew Ritchie è un trader di fama che crede fermamente che Dio pervada ogni aspetto della vita. Tuttavia, dice che quando sente il bisogno di pregare affinché una posizione che ha preso sul mercato abbia successo… la vende subito perché vuol dire che ha sbagliato.
Ha una esperienza ventennale nel trading sulle commodities a Chicago, ed è il fondatore, con suo fratello Joe, della nota società di ricerca Chicago Research and Trading (CRT). I primi tentativi riferisce che furono un fallimento, ma in seguito cominciò ad avere successo e il suo account salì a $1 milione nel 1987 ed ebbe un ritorno medio del 50% all’anno nei cinque anni successivi.

Fast Trading Series.
E come al solito, inviando una prova d’acquisto a: renato.dilorenzo1@gmail.com si può ottenere la dispensa anche in formato .pdf.

Fast Trading Series, volume 01: Nuovi usi di HeikinAshi
Renato Di Lorenzo
Chi pratica il fast trading (cioè il trading veloce) ha necessità di carpire i segnali di cambiamento del trend da una barra all’altra, e questo porta quasi inevitabilmente ad una maggiore volatilità dei risultati, soprattutto della curva dell’equity (cioè la curva dei guadagni e delle perdite cumulate).
Quindi spesso si è obbligati a cercare un compromesso tra velocità e affidabilità, anche perché il trading system deve essere utilizzabile anche da chi non può stare tutto il tempo davanti allo schermo del PC. La rappresentazione Heikin Ashi della serie dei prezzi è particolarmente adatta a questo tipo di trading, tuttavia fino ad ora nonne era mai stato proposto un utilizzo che fosse pienamente soddisfacente. In questa dispensa, il salto viene infine compiuto.

Fast Trading Series, volume 02: Il protocollo Toccata e Fuga
Renato Di Lorenzo
L’idea sottostante al protocollo Toccata a Fuga è quella di chiudere sempre le posizioni mediante una regola meccanica, una che non venga fornita da un indicatore come accade di solito, ma che si basi su qualche altro costrutto. L’esempio più immediato è il seguente: tenere aperte le posizioni solo per un ammontare fisso di barre, indipendentemente dai segnali forniti dal trading system successivamente all'apertura della posizione (long o short che sia). In questo modo si spera di identificare i cicli interni dell’asset sotto esame, ammesso che esistano.
In teoria, infatti, se ci fossero oscillazioni periodiche regolari di un certo periodo, e se se ne conoscesse il valore, comperando - ad esempio - sempre all'inizio del periodo e vendendo sempre alla fine, si otterrebbe il massimo ritorno possibile, perché non si sfrutterebbe solo il trend, ma anche le oscillazioni attorno al trend.

Fast Trading Series, volume 03 - Programmare ProRealTime
Renato Di Lorenzo
Nelle altre dispense di questa collana - come in molti altri testi, miei e altrui - sono esaminati innumerevoli protocolli di trading, ma il risultato è forzatamente sempre fornito chiavi in mano. Qui si insegna invece a programmarsi da sé la piattaforma ProRealTime, partendo da idee proprie piuttosto che altrui. L’esperienza mostra che ciò aumenta enormemente le possibilità di far bene sul mercato, perché la comprensione piena dei meccanismi "che ci stanno sotto", e la confidenza che si ha in uno strumento proprio e non altrui, fa anche prendere decisioni migliori, soprattutto quando si fa Fast Trading! Per diventare protagonisti, sarà bene fare anche questo piccolo (e in fondo molto stimolante) sforzo.

Fast Trading Series, volume 04 - I Punti di Svolta del Mercato
Renato Di Lorenzo
Il focus di questa dispensa verte sulla seguente domanda: dato un movimento, al rialzo o al ribasso, come posso tentare di prevedere quando e a che livello finirà, ossia quando e a che livello inizierà il prossimo movimento? E, ancor più difficile: posso tentare di prevedere come sarà e quanto durerà il movimento successivo? Inutile dire che una enorme parte dei ricercatori sui fenomeni di mercato si è dedicata a questa problematica praticamente da quando esiste l’analisi tecnica, e va detto anche subito che ci si possono attendere solo risultati parziali, perché la risposta ha a che fare con il problema della previsione del futuro, problema - come noto - elusivo in finanza come in ogni altra attività umana.
In finanza però c’è una speranza in più, perché le ricette di analisi tecnica - come si suol dire - realizzano se stesse. Infatti - ad esempio - se molti nel mercato pensano che un certo livello di prezzo rappresenti una resistenza per un ulteriore aumento dei prezzi, quando i prezzi stessi siano giunti in prossimità di quel livello il mercato comincerà a vendere, quindi i prezzi scenderanno, e quindi effettivamente, a posteriori, quel livello si sarà comportato come una resistenza.
Dall'esperienza, inoltre, si è constatato che esistono poi molti livelli di supporto/resistenza che non sono spiegati, e che tuttavia consentono di fare previsioni accettabili. Questo perché il mercato finanziario è un tipico sistema caotico, all'apparenza disordinato e casuale, ma che, come tutti i sistemi caotici, è dotato invece di un suo tipo di ordine - aspetto su cui qui non ci dilunghiamo ma che si può largamente trovare trattato, anche in modo divulgativo, in molti libri e su molti siti.
L’idea è quindi che, se si rilevano nel mercato dei livelli di supporto e resistenza che all'apparenza non hanno giustificazioni particolari, in realtà forse sono entrate in azioni le leggi che regolano l’ordine nascosto nel mercato, e quindi gran parte della ricerca di questi turning points va presa at face value: per quello che è; se essi funzionano, è bene utilizzarli.
D’altra parte, come diceva Peter Lynch: noi non siamo nel mercato per fare previsioni, ma per far soldi. Essenzialmente la ricerca passata si è orientata sulla ricerca dei targets (ad esempio mediante i numeri di Fibonacci) e dei pivot points; quindi di questo ci occuperemo, cercando anche nuove formulazioni.

Fast Trading Series, volume 05 - Come non Perdere alla Prima Mossa
Renato Di Lorenzo
E’ una devastante esperienza comune subire una perdita immediatamente dopo aver aperto una posizione e ciò spinge ad agire perniciosamente in controfase, cioè… trovarsi sempre dalla parte sbagliata del mercato. La ragione più plausibile è che è molto difficile essere dei rigorosi contrarian, e che quindi la prima mossa sia in qualche modo di tipo trend following, magari su un orizzonte di campionamento molto breve. Bisogna aggiungere anche che la maggior parte dei trading system nella parte iniziale mostra quasi sempre un'equity oscillante attorno alla linea dello zero, quindi con perdite momentanee, e questo perché il fenomeno di accumulazione dei profitti (temperati da inevitabili perdite) non ha ancora avuto il tempo di dispiegarsi appieno. Il problema delle perdite iniziali non è banale, perché a causa di un effetto leva molto elevato - come è ormai in uso generalizzato adoperare – si può subire immediatamente un margin call - cioè una richiesta da parte del broker di reintegrare il margine – ma questo a causa di una perdita che può essere solo momentanea, ed è ovvio che, se non si possiedono i fondi per farlo, l’avventura finisce lì. La perdita iniziale ha un altro effetto dirompente: che cioè fa dubitare della bontà del trading system, con conseguente suo abbandono ingiustificato, alla ricerca di un altro trading system che avrà circa gli effetti iniziali identici e quindi con l’arrivo di un secondo margin call e il conseguente raddoppio delle perdite. C’è poi un altro problema che è spesso taciuto (specie dai broker): e cioè che non è certamente sufficiente possedere l’ammontare del margine per aprire un trade. Quasi sempre lo si scopre the hard way, ma… quant'è allora davvero la cifra minima di cui dobbiamo disporre? Anche questo problema va affrontato e risolto per gli stessi motivi del primo.

Fast Trading Series, volume 06 - Gli Indicatori SDema, STema, Gema e adesso: TREMA
Renato Di Lorenzo
Patrick Mulloy, ingegnere e analista tecnico statunitense, in una serie di articoli pubblicati nel 1994 dalla rivista Technical Analysis of Stocks and Commodities, introduce Dema1, Tema e Dema2: tre particolari medie mobili, o tecniche di smoothing (cioè di filtraggio dei dati), che hanno l’obiettivo di ridurre il classico ritardo che affligge le normali medie mobili. Le medie mobili, come si sa, sono usate per rimuovere le fluttuazioni più rapide ed erratiche di una serie di dati, restituendo una linea che mostri meglio il trend “sottostante”. Tuttavia sia la media mobile aritmetica che quella esponenziale, nell'utilizzo reale, non si può fare a meno di notare che hanno diversi difetti, innanzitutto il lag (ritardo) con cui segnala i cambiamenti di trend. La media esponenziale ha meno lag di quella aritmetica, ma mostra comunque un ritardo rispetto ai prezzi, che cresce con l’aumentare dell’intervallo temporale su cui è calcolata. Tutte le strategie e gli indicatori classici costruiti attorno a delle medie mobili, come per esempio il Macd o le Bollinger Bands, risentono quindi direttamente del problema del ritardo della media sui prezzi. Quello che ci servirebbe davvero è una media mobile capace di essere rapida nel seguire i prezzi ma anche che sia “liscia” e libera dal movimento erratico dovuto al “rumore” sovrapposto alle quotazioni. La media mobile perfetta dovrebbe in breve avere ipoteticamente i vantaggi sia delle medie mobili corte che di quelle lunghe. Tutta la ricerca di Patrick Mulloy verte su questo tema, ovvero come ridurre il lag dei classici exponential smoothing in modo da avere medie mobili che riescono a seguire da vicino le quotazioni senza mostrare però andamenti erratici. In questa dispensa, come in altre mie e altri miei libri pubblicati in precedenza, si parte da dove Mulloy e io stesso siamo arrivati, e vengono proposte altre nuove media mobili esponenziali che in gran parte – soprattutto con la debuttante TREMA – raggiungono gli scopi per i quali Mulloy aveva iniziato i suoi studi. Le medie mobili di Dio, sono chiamate quelle illustrate nella seguente dispensa, fino all’ultima nata: la TREMA appunto.
Su EUR/USD in backtesting dal 4 marzo 2013 al 4 marzo del 2014 il trading system corrispondente ha avuto un net paper return del 1706%.

Fast Trading Series, volume 06 (07) - Le Opzioni senza tante Frottole
Renato Di Lorenzo
Delle tante frottole sul trading e sull'investimento che circolano in rete, un vertice indecoroso viene toccato senza dubbio dalle opzioni. Risultato: il 99% di coloro che vi operano, perde soldi. Eppure sarebbero uno strumento splendido: come noto la perdita massima possibile è già stabilita a priori, realizzando così una gestione perfetta del rischio (neppure con uno stop loss questo risulta vero, perché lo stop può essere inefficace in caso di apertura con un gap a noi sfavorevole ). Inoltre l’investimento è di norma molto basso, rendendo possibile a volte un effetto leva stratosferico. Perché allora le perdite (quasi certe)? Per colpa delle frottole. Ci si sono messi anche gli accademici, che sul terreno delle opzioni hanno trovato vita facile per inventare formule (come la Black & Scholes) che sono più che inutili: sono dannose, perché fanno prendere decisioni sbagliate. Era quindi ora di tornare con i piedi per terra e di considerare le opzioni (call e put) per quel che sono in realtà: un’inferenza sull'andamento futuro del titolo sottostante. Solo questo. Tornando alle basi, quindi, ho scoperto con sorpresa molte cose sulle regole di decisione che sono da osservarsi, e ho costruito degli screeners che segnalano i titoli sui quali è ragionevole prendere una posizione call o put, escludendo così quelli per i quali tale posizione sarebbe irragionevole (cioè fonte di pressoché sicure perdite). Un capitolo particolare del discorso è dedicato alle opzioni binarie. Ci sono molte sorprese, garantito!

Fast Trading Series, volume 08 - Walk forward analysis: le cantonate di Robert Pardo
Renato Di Lorenzo
Diciamoci la verità: i trading system, quando vengono usati in operazioni reali, provocano quasi sempre cocenti delusioni. Perché? Perché vengono usati nel modo sbagliato (anche se quello è in fondo il modo più naturale).
Il popolare backtesting infatti usa i dati del passato per verificare le performance di un trading system. Si applica cioè il sistema ai dati storici per verificare le operazioni che il sistema avrebbe fatto (e quale sarebbe stato il loro esito cumulato) durante un periodo di tempo specificato. Appare abbastanza ovvio che se un sistema non è stato redditizio in passato, non sarà con ogni probabilità redditizio in futuro.
Il problema è che non è in genere vero il contrario: se un sistema è stato redditizio in passato – specie se lo si è ottimizzato, cioè se, appunto, si sono cercati i valori dei parametri che avrebbero massimizzato i guadagni – non è detto che, usando gli stessi valori di quei parametri, lo sarà in futuro, perché la serie dei prezzi nei mercati finanziari non è stazionaria in senso statistico. Il backtesting può essere quindi eccitante per il fatto che un sistema qualunque spesso magicamente si trasforma in una macchina per fare soldi con un paio di ottimizzazioni.
Purtroppo, modificare un sistema per raggiungere il massimo livello di redditività passato, spesso conduce a un sistema che funzionerà male nel trading reale. La walk forward analysis (detta anche walk forward optimization), è un metodo concettualmente più evoluto, utilizzato per determinare un po’ meglio i parametri da utilizzare in una strategia di trading. Sembra facile… ma non è così.
C’è dell’altro che bisogna sapere.

Fast Trading Series, volume 09 - La Tether Line: alla ricerca del rischio zero

Renato Di Lorenzo
La Tether Line è uno strumento particolarmente mitizzato fra gli appassionati, ed ha un fondamento logico come filtro delle oscillazioni momentanee dei prezzi.
Come spesso accade, tuttavia, così come era stata ipotizzata dal suo inventore, Don Fishback, non dà risultati particolarmente eccitanti, semmai il contrario.
Tuttavia una sua diversa versione fornisce un protocollo molto attraente, cioè: il drawdown è praticamente inesistente, la redditività è buona e lo stile di trading indotto è molto fast, il che
in sé, è anch’esso una pratica che ha come risultato di ridurre il rischio globale connesso con l’attività di trading, perché incrementa i punti di controllo del trader sulla sua attività.

Fast Trading Series, volume 10 - DREAM!: Corinnah è giunta molto vicino a realizzare il sogno del fast (day) trader

Renato Di Lorenzo
Il day trading (o trading intraday) è una tecnica in base alla quale la posizione aperta nel corso della giornata (generalmente al mattino) viene chiusa nel corso della giornata stessa (in genere alla sera).
La maggior parte dei day trader chiude la posizione alla sera per evitare rischi contro i quali quasi nulla può fare, quali sono i gap che si verificano a mercato chiuso. Inoltre, ormai è molto diffusa la pratica del margin trading, cioè dell’operare con una parte degli importi prestata tacitamente dal broker, in modo che il trader possa usare solo una (in genere piccola) parte dei suoi denari, moltiplicando quindi i guadagni percentuali (effetto leva o leverage effect). Il day trader gode di un altro benefico effetto per quanto riguarda proprio il margin trading, perché il broker può consentirgli un effetto leva maggiore. Per le operazioni che si aprono e chiudono in giornata inoltre non si paga la Tobin Tax etc. etc.
Ci sono individui che hanno fatto con successo del day trading la loro unica attività .
In definitiva, grazie al numero elevato delle operazioni teoricamente fattibili in tempi brevi - ognuna delle quali può portare un profitto pur in sé piccolo - e grazie all’effetto leva - i profitti percentuali potenziali che si possono ricavare dal day trading parrebbero essere in sé elevatissimi - così come le perdite naturalmente, perché l’effetto leva agisce in entrambi i sensi .
In realtà, come vedremo, il day trading - o comunque il fast trading - è una tecnica che diminuisce il rischio di perdita (e questo è un effetto altamente positivo) ma, come tutte le tecniche che diminuiscono il rischio di perdita, e contrariamente a ciò che si crede, diminuisce anche il profitto potenziale - e non il contrario.
Ma la sicurezza nel trading è un bene che non ha prezzo.

Fast Trading Series, volume 11 - Crystal Ball: fast & day trading protocol
Renato Di Lorenzo
Il day trading (o trading intraday) è uno dei protocolli del fast trading (trading veloce), che mira a realizzare molti profitti, eventualmente anche piccoli, ma rapidamente: la posizione aperta nel corso della giornata (generalmente al mattino) viene chiusa nel corso della giornata stessa (in genere alla sera).
Ma ci sono molte difficoltà, non ultima la circostanza che probabilmente durante il giorno il trader deve lavorare, e quindi le sue prese di contatto con il mercato sono solo saltuarie durante la giornata stessa. Spesso si tratta anche di persone che non hanno dimestichezza con ProRealTime (et similia) e con procedure complesse di ottimizzazione.
Per tutti costoro la nostra amica Corinnah dalle lunghe gambe ha progettato il protocollo Crystal Ball che viene esposto qui in due versioni: una in fast trading e una in day trading, quest’ultima realizzabile solo con l’uso di un semplice foglio Excel (e che riserva una sorpresa davvero inaspettata!).

Fast Trading Series, volume 12 - Corinnah ad Heidelberg
Renato Di Lorenzo
Corinnah si è follemente innamorata di un fascinoso professore di fisica tedesco e lo segue ad Heidelberg, la famosa Università.
Lì ha l’intuizione per un trading system massimamente adatto al trading veloce, sia su barre daily sia su barre intraday.
Su EUR/USD in backtesting questo nuovo trading system ha ottenuto un paper return annuo netto del 562%.

Fast Trading Series, volume 13 - Lo OOPS! Di Larry Williams
Renato Di Lorenzo
L’icona del day trading è Larry Wiliams, che si favoleggia abbia trasformato 10.000 dollari in più di 1 milione di dollari in meno di un anno.
Lo OOPS! È uno dei suoi protocolli migliori… che abbiamo ulteriormente migliorato.
Si distingue per la semplicità d’uso anche per chi lavora normalmente e non può dedicare l’intera giornata al trading.
Su EUR/USD in backtesting questo nuovo trading system ha ottenuto un paper return annuo netto del 798%.

Fast Trading Series, volume 14 - Greatest Swing Value di Larry Williams
Renato Di Lorenzo
L’icona del day trading è Larry Wiliams, che si favoleggia abbia trasformato 10.000 dollari in più di 1 milione di dollari in meno di un anno.
Larry Williams ci ha lasciato un tesoro di protocolli, ma spesso ce li ha tramandati in forma molto confusa.
Qui ne ricordiamo uno dei più belli, e lo modifichiamo per renderlo ancor più bello.

Fast Trading Series, volume 15 - Gli Swing Points di Larry Williams - Il protocollo che a quanto pare non sbaglia mai
Renato Di Lorenzo
Come al solito, anche in questo caso Larry Williams usa delle barre daily per identificare particolari patterns (configurazioni) che, in base all'esperienza, con buona probabilità diano vita a rally rialzisti o ribassisti molto brevi adatti al fast trading, diciamo di durata da 2 a 4 barre successive.
Quelli che illustriamo qui sono quelli che ha chiamato swing points e un trading system NON ottimizzato basato su di essi pare non sbagliare mai.

Fast Trading Series, volume 16 - 3-Bar System di Larry Williams
Renato Di Lorenzo
Larry Williams riferisce che ad un certo punto della sua carriera di trader si trovò con ben 30 operazioni consecutive tutte in utile.
Aveva usato la strategia che ha chiamato 3-Bar High/Low System e che qui andiamo a riferire.
Come nostro costume, tuttavia, la miglioriamo ulteriormente.

Fast Trading Series, volume 17 - Da Jake Bernstein al Tiki Taka Style
Renato Di Lorenzo
Il popolare concetto del channel, sviluppato negli anni in molte forme, non deve essere usato nel modo generalmente propagandato, anche se apparirebbe teoricamente convincente. Infatti un segnale – ad esempio - di debolezza non è costituito dall'essere vicino al bordo superiore del canale, ma semmai il contrario.
Vale cioè anche qui il paradosso dei mercati finanziari: che un titolo forte non è destinato a diventare più debole, ma a diventare ancora più forte, ovviamente il tutto inglobato nell'altro paradigma dei mercati finanziari: che niente cresce fino al cielo (o viceversa).
In questa dispensa si elaborano questi concetti in un sistema di fast trading che ha assonanze con il popolare stile Tiki Taka del Barcellona del grande Guardiola.

Fast Trading Series, volume 18 - La strategia TDW di Larry Williams
Renato Di Lorenzo
Contrariamente a quel che si potrebbe pensare, esiste evidenza che non tutti i giorni della settimana sono uguali dal punto di vista del trading: ad esempio il martedì – in dipendenza dall’asset e dal trading system usati - potrebbe essere molto meno opportuno del giovedì per aprire o per chiudere una posizione.
Probabilmente vi sono ragioni tecniche perché questo succeda: scadenze settimanali di alcune categorie di investitori istituzionali ad esempio, o altre technicalities che ci sono ignote e di cui possiamo diventare coscienti solo attraverso una indagine ed hoc.
Tale indagine è grandemente semplificata usando tecniche di ottimizzazione, ossia includendo fra le variabili da ottimizzare anche quale sia il giorno della settimana nel quale vengono prese le posizioni long e le posizioni short.
In backtesting l’incremento di profitto ottenibile è molto, molto significativo.

Fast Trading Series, volume 20 (19) - Pullbacks: A fast & day trading protocol
Renato Di Lorenzo
Il concetto di pullback è uno dei più tradizionali ed amati per l’individuazione del punto di apertura di una possibile posizione long o short.
Aspettare un pullback, piuttosto che entrare immediatamente quando si individua un trend, appare in genere una eccellente strategia.
Ci sono diversi tipi di pullback (da massimi e minimi storici, da media mobili, da rette di trend e da molti possibili altri indicatori) ed è bene, per l’asset scelto, verificare il comportamento del sistema nelle diverse ipotesi sia in termini di ritorni sia in termini di maximum drawdown, perché le variazioni da asset ad asset possono essere rilevanti.

Fast Trading Series, volume 20 - Adaptive Indicators 1°: KAMA e KAMAC
Renato Di Lorenzo
Chi opera in day trading con continuità nel corso della giornata, quasi sempre è costretto ad operare by visual inspection, perché i tempi e la necessaria tempestività delle decisioni non gli consentono, o gli consentono malamente, di usare un trading system.
Per questo egli ha necessità di indicatori adatti allo scopo, che diano l’unica informazione davvero essenziale in quel contesto, cioè l’inizio e la fine di un pernicioso movimento laterale.
Uno di questi indicatori è la KAMA (Kaufman Adaptive Moving Average), sulla cui efficacia si sono da sempre nutriti molti dubbi, ma che qui miglioriamo in modo definitivo.
Introdurremo anche, per chi lo desidera, un nuovo trading system basato su una sua versione modificata della KAMA stessa.
Essere adattivo o adattativo significa che i parametri degli indicatori (ad esempio la durata di una media mobile) non rimangono fissi, ma variano e si adattano all'andamento dei prezzi mediante una formula: ad esempio la durata di una media mobile può aumentare o diminuire nel corso del tempo a seconda del variare della volatilità dei prezzi.
La KAMA di Perry Kaufman è un esempio di media mobile adattativa.

Fast Trading Series, volume 21 - SuperSmoother e Roofing Filter di John Ehlers.
Renato Di Lorenzo
"Con il termine overfitting si intendono i trading system che vengono rimpinzati di parametri in modo che se ne trovi sempre una ottimizzazione eccellente.
Però essa ha il difetto di funzionare solo per quell’asset e per quel periodo di tempo (ahimé) passato.
I sistemi che non soffrono di overfitting tuttavia esistono, e hanno parametri fissi, sempre gli stessi per tutti i campionamenti: weekly, daily, a 5 minuti etc.
È possibile inoltre derivarne indicatori semplici da utilizzarsi con la sola visual inspection, senza bisogno di altri trading systems o di altri oscillatori.
Se non è il Santo Graal… poco ci manca."

Fast Trading Series, volume 22 - Screeners nello stile di John Ehlers.
Renato Di Lorenzo
"Il SuperSmoother e il Roofing Filter di John Ehlers (vedi la dispensa apposita su Amazon ) hanno un pregio incomparabile: non soffrono di overfitting, ossia non vengono rimpinzati di parametri in modo che se ne trovi sempre una ottimizzazione eccellente che tuttavia funziona solo per il passato.
Gli screeners contenuti in questa dispensa si basano su quei due algoritmi, validi per tutti i campionamenti: weekly, daily, a 5 minuti etc. "

Fast Trading Series, volume 23 - La Trasformata di Fisher secondo John Ehlers.
Renato Di Lorenzo
"L’analisi tecnica spesso basa le sue ricette sul tacito assunto che la distribuzione dei prezzi sia gaussiana, il che non è. L’ipotesi di Ehler è allora che l’analisi tecnica andrebbe condotta su una serie di prezzi trasformata in modo che essa diventi – effettivamente – gaussiana. Un modo per fare ciò è l’impiego della Trasformata di Fisher.
Ehler ne fa un uso particolare che conduce ad un oscillatore molto ben leggibile. Tuttavia, così com'è, tale oscillatore presenta una eccellente profittabilità ma anche un alto profilo di rischio.
Alcune modifiche correggono ampiamente tale difetto, e ne risulta un trading system ancora ad eccellente profittabilità ma con un profilo di rischio fra i più bassi in cui l’Autore si sia mai imbattuto."

Fast Trading Series, volume 24 - Gaussianizzazione secondo Baestens, van den Bergh & Wood.
Renato Di Lorenzo
"Molti strumenti dell’Analisi Tecnica si basano su un assunto non vero: che cioè la serie dei prezzi sia gaussiana. L’assunto – comune in statistica – è quindi che se i prezzi eccedono una deviazione standard (meglio ancora se due o tre…) essi ricadranno sulla media, dando luogo a un incrocio.
Il problema è però che la distribuzione dei prezzi in un mercato finanziario non è gaussiana o lo è solo approssimativamente . Ehlers ha proposto di trasformare la serie dei prezzi in modo tale che essa diventi Gaussiana, così che poi si possa applicare ad essa tutta l’analisi tecnica. Tuttavia lo strumento usato da Ehlers per eseguire il compito è la Trasformata di Fisher (Fisher Transform) il che comporta la compressione dei prezzi nell’intervallo tra -1 e +1, e allora l’analisi tecnica by visual inspection, quella che ancor oggi è insostituibile, diventa praticamente inattuabile.
Un secondo approccio, contenuto in questa dispensa, è quello di trasformare i prezzi in una sequenza gaussiana, ma in modo tale che rimangano presenti le figure, i trend etc. etc. I risultati sono eccellenti; ad esempio su un anno di EUR/AUD daily in back test si è trovato un maximum drawdown bassissimo (2,09%), una probabilità di sbagliare un trade anch’essa moto bassa (11%) e un ritorno altissimo (22,68% che diventa 2268% se il margine è l’1%)."

Fast Trading Series, volume 25 - Opzioni binarie e bullspread... finalmente domati.
Renato Di Lorenzo
"Sono stati fatti pregevoli studi statistici sulle opzioni binarie, solo per dimostrare che la situazione è favorevole al broker e non al trader. Questo è ovviamente sempre vero - anche se con modalità diverse e in quantità molto variabili - sennò non si capisce come farebbero i broker a campare e quindi a fornirci il servizio di cui abbiamo bisogno. Il punto però è che fra i trader c’è chi è capace di scovare i trend e chi no, e soprattutto c’è chi è capace di limitare il rischio da un lato, e lasciar correre i profitti dall’altro… e c’è chi non ne è capace perché non si è curato di studiare gli strumenti adeguati.
Una parte (anche se non troppo rilevante) della propria attività di trading può essere quindi utilmente impiegata in opzioni binarie o in bull spread. Non deve essere una parte troppo rilevante perché la componente “scommessa” in questa attività è certamente alta, ma in fondo ne costituisce anche la parte divertente. L’investimento è davvero molto basso: pochi spiccioli, alla portata di tutti e i ritorni possono essere davvero molto alti. È essenziale però che non ci si affidi solo alla nostra parte ludica ma si utilizzino protocolli di analisi tecnica che abbiano un minimo di capacità previsiva, e questa ricerca non era mai stata tentata prima."

Fast Trading Series, volume 26 - The Instantaneous Trendline di Ehlers e altro: Come utilizzare con profitto un famoso segnalatore di inversione del trend
Renato Di Lorenzo
"Non c’è più alcun dubbio che i trend esistano e soprattutto che persistano.
Si è dimostrato ampiamente che questo è vero perfino in un ambiente assolutamente random.
Quindi il vecchio detto: “stay with the trend, the trend is your friend” è una ricetta semplice e sicura. Si compra un trend al rialzo e si shorta un trend al ribasso: tutto qui. Ma chi fa trading sa che il punto delicato nell'applicazione di questa semplice e sicura ricetta è proprio il sapere quando il trend è cambiato. Altro problema è che non è noto a priori quanto durerà un trend: potrebbe trattarsi di poche barre o di moltissime, e quindi il punto chiave è comprendere senza ritardi il punto di inizio ed il punto finale del trend stesso perché normalmente è evidente l’esistenza di un trend solo dopo parecchio tempo che è già iniziato (e potrebbe star già per finire) Lo Instantaneous Trendline Indicator di John Ehlers affronta proprio questi problemi e sostanzialmente li risolve. A prima vista potrebbe lasciare perplessi, perché mostra anch'esso ritardi abbastanza pronunciati. Tuttavia i segnali long e short forniti sono inequivocabili: non si prestano a false interpretazioni, perché di fatto non ci sono variabili da introdurre; il segnale è quello che è, per così dire. La curva dell’equity appare davvero molto stabile e monotonamente crescente, così come deve essere una successione di profitti e perdite che non crei dubbi e quindi faccia commettere errori. Un risultato non secondario ottenuto esaminando il lavoro di Ehlers ci ha portato alla scrittura di due screeners che sembrano individuare con precisione gli asset che hanno appena iniziato un secondario al rialzo o al ribasso, e anche questo risultato è tutt'altro che banale."

Fast Trading Series, volume 27 - Le VIDYA generalizzate: Una famiglia di indicatori devota ai fast traders
Renato Di Lorenzo
"Il pregio maggiore del trading veloce e che può usare stop loss molto larghi (più del 5%) perché ci si deve proteggere solo da effetti Noè ma non dalla normale volatilità, a proteggersi dalla quale è sufficiente già il trading system in sé. Si evitano così un sacco di guai: tipicamente essere stoppati fuori per poi vedere l’andamento del nostro asset riprendere il trend nel quale avevamo in effetti creduto. Una famiglia di indicatori preziosa per chi fa fast trading è quella delle VIDYA di cui si analizzano qui diverse versioni in parte vecchie in parte nuove (inedite). Il loro utilizzo appare soprattutto eccellente nel timing, ossia nell'individuare con uno screener quali siano i titoli che hanno appena iniziato un trend al rialzo o al ribasso. "

Fast Trading Series, volume 28 - Il filtro passa-alto
Renato Di Lorenzo
"In finanza, la ricerca sugli oscillatori e sugli indicatori volge normalmente verso l’estrazione dell’andamento vero (il segnale) da tutte le oscillazioni casuali che gli si sovrappongono (il rumore). Dato che il rumore è molto isterico, cioè compie molte oscillazioni nell’unità di tempo, chi ricorda un po’ di fisica del Liceo ricorderà anche che si dice che esso ha alta frequenza, mentre il segnale ha bassa frequenza; quindi tutti gli indicatori della finanza sono dei filtri passa basso, ossia dei filtri che bloccano l’alta frequenza e fanno passare solo la bassa frequenza: una volgare media mobile è proprio questo. Noi qui invece vogliamo toglierci la curiosità di capire se far passare le alte frequenze e bloccare le basse frequenze non fornisca invece dei buoni risultati in fast trading, cioè vogliamo occuparci dei filtri passa alto, non di quelli passa basso. L’operazione è sostanzialmente riuscita: il ritorno è enormemente alto: +46,04% netto l’anno in backtesting su EUR/AUD, ad esempio; il che sul Forex – dato che il margine può scendere anche fino a solo l’1% - significa un ritorno reale del 4604% al lordo dei soli interessi, che tuttavia oggi sono molto bassi. Tuttavia - come era da aspettarsi con l’impiego di un filtro passa alto, che lascia passare tutta la volatilità - anche il maximum drawdown – cioè la massima perdita momentanea in corso d’opera, per far fronte alla quale occorre avere un margine adeguato – è di solito abbastanza alto. Quindi questo sistema può dare delle immense soddisfazioni, ma è per cuori forti, che non si spaventino per perdite momentanee anche consistenti: only the brave."


Day Trading Series.
E come al solito, inviando una prova d’acquisto a: renato.dilorenzo1@gmail.com si può ottenere la dispensa anche in formato .pdf.

Day Trading Series, volume 01 - Keynesian Beauty Contest
Renato Di Lorenzo
Nel day trading (o trading intraday) la posizione aperta nel corso della giornata (generalmente al mattino) viene chiusa nel corso della giornata stessa (in genere alla sera). (Dimenticavo: non è vero che chi lavora non può fare day trading; qui si spiega perché). La maggior parte dei day trader chiude la posizione alla sera per evitare rischi contro i quali quasi nulla può fare, quali sono i gap (cioè la differenza tra prezzo di chiusura e prezzo di apertura del giorno successivo) che si verificano a mercato chiuso. Inoltre, ormai è molto diffusa la pratica del margin trading, cioè dell’operare con una parte degli importi prestata tacitamente dal broker, e anche sotto questo profilo il chiudere la posizione la sera porta dei benefici.
In definitiva, grazie al numero elevatissimo delle operazioni teoricamente fattibili in tempi brevi e grazie all'effetto leva, i profitti percentuali potenziali che si possono ricavare dal day trading sono in sé elevatissimi - così come le perdite naturalmente, perché l’effetto leva agisce in entrambi i sensi. Ci sono individui che hanno fatto con successo del day trading la loro unica attività. Tuttavia, popolari strumenti di analisi tecnica che funzionano piuttosto bene in multi day, perché procurino un profitto in intraday occorre si aumenti (in genere troppo) la dimensione della posizione, esponendo a rischi letali se si sbaglia la direzione del mercato.
Molto meglio usare strumenti come il keynesian beauty contest, come modificato da Corinnah Kroft e qui spiegato, che consente anche di incorporare nella posizione il nostro giudizio soggettivo sull'andamento del mercato, tentando di interpretare gli animal spirits della folla, vissuti in base ai maggiori eventi riportati nelle news, ma senza correre ottusamente i rischi che comporterebbe fidarsene alla cieca.

Day Trading Series, volume 02 - Contrarian Investing
Renato Di Lorenzo
Il contrarian va short inesorabilmente quando un asset strappa al rialzo e va long altrettanto inesorabilmente quando crolla. Il suo ritorno può salire fino al 3135%.
Ma, come al solito, non è tutto così semplice…



Renato Di Lorenzo (rdlea@libero.it), giornalista e scrittore, ha pubblicato diversi romanzi, fra cui L’Assalto (Mondadori Omnibus, 2003) e Rosengade 39 (Mursia 2009) oltre a una lunga serie di saggi di grande successo per Il Sole 24 ORE che hanno venduto oltre 280.000 copie.
E’ tradotto all’estero.

Renato Di Lorenzo sa calare abilmente nella struttura molte riflessioni non conformiste sui cosiddetti ‘poteri forti’ ” Panorama

I libri di Renato Di Lorenzo colgono e restituiscono appieno la complessità del vivere” Il Mattino

"Renato Di Lorenzo ha sedotto i lettori che amano gli intrecci” la Repubblica

Catalogo

Le Ragazze di Julie Joy
Renato Di Lorenzo

Julie Joy, giornalista newyorkese, è specializzata in un argomento che le fa correre molti pericoli: la violenza che le donne subiscono ancora oggi: stupri, infibulazioni e tutto il resto.

Sono due le vicende narrate in questo romanzo breve, entrambe logoranti sul piano emotivo oltre che fisico, cui fanno da sfondo i rapporti ambigui che si instaurano tra Julie Joy e le protagoniste delle violenze.

Gli esiti però potranno essere soddisfacenti.



I trafficanti
Renato Di Lorenzo
Una ragazzina è sempre una cosa fragile, ancora di più se nata in un'Albania in disfacimento, dove l'unica voce economica in attivo è quella della tratta dei minori.
Partono in gruppo dal porto di Valona e approdano in Italia per essere smistate nei bordelli di mezzo mondo. Rachel, quattordici anni, è fra loro, ed è tanto più pregiata perché è bionda e ha gli occhi azzurri... Le sue invocazioni di aiuto vengono però raccolte da Samuel Monk, brillante analista economico.
Goffo e insicuro, Monk scoprirà presto quanto insidioso e perverso sia il mondo che si agita dietro quel traffico, e cresceranno i suoi dubbi sulla possibilità di combatterlo. Ma nella trama del romanzo si insinuano gradualmente altre vicende che si scoprono non estranee alle indagini di Monk.
C'è la storia dell'anziano William, che si illude di poter riportare indietro le lancette del tempo.
E c'è Angela, il primo amore di Monk, che ricompare inaspettata nella sua vita...
Sullo sfondo, eventi tragici come le carneficine del Kosovo, o tragedie minime come l'assassinio di adolescenti che si ribellano.

L'Ape Nera
Renato Di Lorenzo
4.0 su 5 stelle
Un insegnante della Columbia University mette in dubbio la legge più inattaccabile dell’intera fisica, senza rendersi conto – o rendendosene anche troppo conto – che dalla rivoluzione industriale in poi essa regola l’intero assetto industriale del mondo.
Forze politiche ed economiche incontrollabili si mettono quindi in moto, anche le più insospettabili, come il Vaticano, culla oscura di intrighi e misteri.
In questo territorio malsano si muove Giuda Pickets, un giovane giornalista investigativo free lance, attento e squattrinato, capace di ignorare la paura che incutono le forze che lo sovrastano e contro le quali chiunque lo darebbe perdente.
Il tema del romanzo è il ritorno e la redenzione.
È un ritorno e una redenzione per Abey, la donna di Giuda Pickets, e per il Cardinale D’Eramo.
È un ritorno a prima dell’abuso per Lara dal sesso incerto e per Catarina, entrambe ex-bambine violate.
È un ritorno e una redenzione per tutti i personaggi di questo romanzo complesso.
Giuda Pickets, in qualche modo, riesce a gestire le fila di questi destini, conducendoli verso la soluzione più soddisfacente per loro.

Saper scrivere un bestseller sensuale
Renato Di Lorenzo
5.0 su 5 stelle
È difficile aprire questo libro senza ricordare il grande successo mondiale di "Cinquanta sfumature di grigio", un romanzo erotico scritto nel 2011 dalla inglese E. L. James.
Si tratta del primo di una trilogia di romanzi.
L'intera serie ha già venduto oltre 50 milioni di copie in tutto il mondo e i diritti sono stati venduti in 37 paesi.
Non è difficile fare i conti per difetto nelle tasche di Erika: ha incassato almeno 50 milioni di diritti d’autore. Si tratta di un fenomeno che non può non essere studiato, e noi vogliamo capire un certo numero di cose su di esso e in generale sulla letteratura sensuale o erotica.
Ad esempio: come si fa a scrivere una storia sensuale o erotica senza cadere nel ridicolo?

Le conclusioni
Renato Di Lorenzo

Genova, anno 1984.
Corrado, quarant'anni aspirante scrittore ma commerciante di tessuti, ha avuto con Antonio a dodici anni – nell'estate del ’56 - una fisicamente vaga, ma emozionalmente importante, esperienza omosessuale che allora non è stata completata.
Passano gli anni e quell'esperienza – che ha lasciato tracce - appare essere solo la prima delle molte realtà incomplete nella vita di Corrado.
Il rapporto con la moglie Amelia, dopo una passione giovanile travolgente, si dibatte nel tentativo di ritrovare integra, appunto, quella passione fisica.
Sono poi anni che Corrado tenta di scrivere quello che chiama “il grande romanzo mediterraneo”, ma lo fa senza dedizione: di fatto non lo ha mai neppure iniziato.
Il rapporto con la figlia quattordicenne Maria Carmen è sempre stato di eccessiva e inesplicabile conflittualità: un altro rapporto inconcluso, forse il maggior nucleo drammatico – di fatto inesplicato - nel vissuto di Corrado.
Da ultimo, inizia a comparire nella sua vita il pensiero interrogativo della morte dopo una vita passata all'insegna dell’incompletezza.
Nell'inverno del 1984 Corrado, però, incontra di nuovo Antonio…
Questo libro potrebbe piacere a chi ha apprezzato:
• Fred Uhlman: L’amico ritrovato
• Roger Peyrefitte: Le amicizie particolari
• William Trevor: Giochi da ragazzi
• Louis Malle: Arrivederci ragazzi
• Vittorio De Sica: Sciuscià
• Dino Risi: Una vita difficile
• Ettore Scola: C’eravamo tanto amati

Come Scrivere (e Vendere) una Struggente Storia d'Amore: sono i romanzi più venduti
Renato Di Lorenzo
Ho scritto nell'introduzione a un mio manuale precedente ("Scrivete un Bestseller", Metamorfosi, 2012) che scrivere è splendido, e che lo è anche perché uno scrittore di successo è un uomo libero, padrone del suo tempo oltre che dei suoi pensieri.
In questo volume entriamo nel dettaglio: quale genere scegliere?
Si pensa di solito che per vendere molte copie di un libro si debba scrivere un thriller.
Non è vero: negli Stati Uniti più della metà dei romanzi venduti sono romanzi d’amore (romance, li chiamano), con oltre 2000 nuovi titoli che vanno in libreria ogni anno.
Ancor più importante: contrariamente ad altre forme di fiction, nelle quali un nuovo autore stenta moltissimo a farsi apprezzare dagli editori, qui viceversa gli editori sono sempre alla ricerca di nuovi talenti, di nuove Nora Roberts e Barbara Delinski, di nuove Sveva Casati Modignani diremmo noi.
Quindi, se è pur vero che in Italia oggi scrive gialli un romanziere su tre, sarebbe opportuno che chi si accinge a scrivere lo faccia avendo in mente quale sarà il mercato futuro, e il mercato futuro per l’Italia è quello che è il mercato odierno negli Stati Uniti.
Come disse una volta Andreotti: l’Italia è una Repubblica fondata sul ritardo.
Quindi chi si accinge a scrivere, sarebbe bene che ci provasse con un romance.
È per questo che, dopo il successo del mio Scrivete un Best Seller, ho deciso di specificare quali siano le ricette per scrivere in particolare un grande romanzo d’amore.
Credete che sia facile?
Come la solito, non lo è per niente.
Però ho cercato di puntualizzare bene gli accorgimenti specifici da tener presente, soprattutto come fare a scrivere un genere così particolare evitando di cadere nel cliché, che fornisce poi sempre un risultato abbastanza grottesco.
Mi piacerebbe – lo confesso - anche che voi riusciste a scrivere romance pur rimanendo mainstream, cioè pur avendo il vostro racconto un valore letterario, un po’ come succedeva nell’ottocento per le sorelle Brontë o per Jane Austen o, poi, per Tolstoi o Henri James, che sapevano, sì, scrivere di passione, ma senza cadere mai nel feuilleton.
E’ per questo che commenteremo soprattutto grandi libri, piuttosto che i romanzi – a volte scadenti – che inondano le edicole.
Riusciremo nell’impresa?
Chissà.
Ma io non mi imbarco mai in una avventura senza finire ciò che ho incominciato.
In bocca al lupo, quindi!